È l’immagine più crudele che possa accompagnare una città, soprattutto quando quella città è Palermo: luogo di bellezza, storia, turismo, cultura. Eppure, dietro la cartolina, esiste una realtà che da anni finisce nelle cronache nere e che continua a generare indignazione e dolore: la gestione dei cimiteri comunali.
La vicenda è nota, ma ogni nuovo dettaglio aggiunge un livello di gravità. La gestione cimiteriale palermitana è sprofondata in un sistema di corruzione, incuria e malaffare che ha coinvolto dirigenti pubblici e alcune imprese di onoranze funebri. Le indagini hanno portato alla luce pratiche illegali, tra cui false tumulazioni, favoritismi e irregolarità nella gestione degli spazi.
Il risultato è una scena che non dovrebbe esistere in un Paese civile: centinaia di bare — oltre 450 secondo le stime più recenti — accatastate da anni in depositi improvvisati, corridoi, magazzini, persino all’aperto. Legni marci, liquami, odori insopportabili, condizioni igieniche inaccettabili. Una visione che ricorda un film horror, ma che è invece la realtà vissuta da molte famiglie palermitane.
Il dramma non riguarda solo la dignità dei defunti, ma anche quella dei vivi: parenti che non possono piangere i propri cari, impossibilitati a visitarli, costretti a convivere con l’idea che la salma del proprio familiare sia abbandonata, esposta alle intemperie, senza alcuna sacralità.
Scrivere di questo tema significa dare voce a un dolore collettivo. Significa denunciare un sistema che, per anni, ha voltato lo sguardo altrove, permettendo che la mafia, la corruzione e l’indifferenza amministrativa si intrecciassero fino a generare una delle pagine più buie della città.
Il video che documenta questa situazione — ormai noto e condiviso da migliaia di persone — è la prova tangibile di decenni di incuria, omissioni e menefreghismo. Una testimonianza che non può essere ignorata e che impone una riflessione profonda sul ruolo delle istituzioni e sulla responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare.
La dignità non è un optional. E la sepoltura è un diritto che nessuno dovrebbe vedersi negare.
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