Alla cittadinanza, alle istituzioni della Repubblica, ai rappresentanti del Parlamento,
Negli ultimi giorni sono emerse informazioni che, se confermate, delineano un quadro di estrema gravità: voli militari partiti da basi italiane a sostegno di operazioni statunitensi, contingenti dispiegati nel Golfo Persico, assetti dell’Aeronautica e dell’Esercito impegnati in un teatro di guerra senza alcuna comunicazione pubblica, senza mandato parlamentare, senza trasparenza.
Non siamo di fronte a un semplice errore politico. Siamo di fronte a un atto di governo che appare in aperto contrasto con la Costituzione, con l’articolo 11, con il principio basilare che regola l’uso della forza da parte dello Stato. Un Presidente del Consiglio che occulta operazioni militari, che alimenta retoriche belliciste e che trascina l’Italia in un conflitto non dichiarato, sta violando non solo la legge, ma il patto democratico che lega le istituzioni ai cittadini.
Il silenzio del Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, è altrettanto inquietante. Quando la Costituzione viene aggirata, il silenzio non è neutralità: è una scelta politica. E quando il Parlamento viene scavalcato, quando i cittadini vengono tenuti all’oscuro, quando decisioni di guerra vengono prese nell’ombra, la Repubblica smette di essere una democrazia piena e diventa qualcos’altro.
Il giorno in cui ci troveremo a contare i morti sotto le macerie, non sapremo neppure da dove è arrivato il colpo, né perché. Questo è il marchio di fabbrica di chi governa senza trasparenza, senza legalità, senza rispetto per il Paese.
Per questo, con questa lettera aperta, chiedo che le istituzioni democratiche reagiscano immediatamente. Gli strumenti esistono, e devono essere attivati senza indugio.
Strumenti istituzionali e giuridici che devono essere messi in moto
1. Interrogazioni parlamentari urgenti I parlamentari hanno il dovere di chiedere formalmente al governo:
- quali operazioni militari siano in corso;
- con quale mandato;
- se siano state violate le procedure previste dalla legge sulle missioni internazionali;
- se vi siano profili di incostituzionalità. Il governo deve rispondere, e deve farlo pubblicamente.
2. Mozioni di censura e di sfiducia Se le violazioni risultano confermate, i gruppi parlamentari devono valutare:
- una mozione di censura verso i ministri competenti;
- una mozione di sfiducia verso l’intero governo. La Costituzione prevede questi strumenti proprio per situazioni di abuso di potere.
3. Ricorso alla Corte Costituzionale (conflitto di attribuzione) Le Camere, le Regioni o altri organi dello Stato possono sollevare un conflitto di attribuzione se ritengono che il governo abbia invaso competenze che non gli spettano. Autorizzare operazioni di guerra senza mandato parlamentare rientra esattamente in questa fattispecie.
4. Procedura di messa in stato d’accusa (art. 90 Cost.) Il Parlamento può attivare il Comitato per i procedimenti di accusa se ritiene che vi sia stato:
- attentato alla Costituzione,
- violazione grave delle leggi,
- abuso di potere. Non è uno strumento “estremo”: è lo strumento previsto quando il governo oltrepassa i limiti della legalità costituzionale.
5. Denuncia alla Procura della Repubblica Qualsiasi cittadino può presentare una denuncia se ritiene che vi siano:
- violazioni della legge sulle missioni internazionali,
- abuso d’ufficio,
- omissione di atti dovuti,
- o altri reati ministeriali. La Procura ha il dovere di valutare.
Una democrazia non può permettere che decisioni di guerra vengano prese nell’ombra. Non può accettare che il Parlamento venga scavalcato. Non può tollerare che la Costituzione venga aggirata. E non può restare in silenzio mentre il Paese viene trascinato in un conflitto che nessuno ha autorizzato.
Per questo, con questa lettera aperta, chiedo alle istituzioni, ai parlamentari, ai giuristi, ai cittadini consapevoli di pretendere chiarezza, legalità e responsabilità. La Repubblica non può essere governata come un territorio da amministrare nell’oscurità. La Repubblica è di tutti, e tutti hanno il diritto di sapere cosa viene fatto in loro nome.
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