Siamo nel 2021, dopo un 2020 disastroso segnato da lockdown, chiusure forzate e fallimenti. La società umana ha subito un declassamento psicologico e sociale, alimentato dalla perdita di fiducia nel futuro. Tutto questo non è apparso come una semplice emergenza sanitaria, ma come una mossa pilotata da forze occulte che hanno infuso paura, isolamento e privazioni.
L’uomo è stato separato dagli altri, costretto a vivere nella solitudine e nel sospetto. I rapporti si sono incrinati, le amicizie congelate, persino il saluto è diventato un gesto da evitare. Il virus esiste, certo: un’infezione respiratoria che può colpire duramente i polmoni, peggiorare o risolversi. Ma sappiamo bene che non si tratta di una semplice influenza stagionale. È un virus creato in laboratorio, studiato per analizzare il suo impatto e la sua capacità di rigenerarsi all’interno dell’organismo umano.
E dopo il virus, è arrivato il “surplus”: il vaccino. Uno pseudo‑siero presentato come salvezza, ma che ha generato intolleranze, reazioni avverse e un ciclo infinito di richiami. Nel frattempo, le varianti – mutazioni del virus a contatto con il vaccino e con le cellule umane – hanno alimentato una pandemia senza fine, giustificando ulteriori dosi e ulteriori pressioni. Un rafforzamento che, invece di proteggere, sembra indebolire l’organismo umano, rendendolo più vulnerabile e più dipendente.
Il marchio a fuoco: la terza fase
La terza fase è il marchio a fuoco: la famigerata “green card”. Un libretto sanitario digitale che registra tamponi, vaccini, guarigioni. Un sistema di monitoraggio, un lasciapassare, una chiave di accesso controllata.
Una spada di fuoco brandita dall’ordine mondiale, dall’Unione Europea e da un governo che, a mio avviso, è persino peggiore del precedente.
Perché tanto accanimento?
La domanda è inevitabile: perché tutto questo accanimento contro la popolazione mondiale?
In un lontano 2015, durante una discussione sulle risorse alimentari insufficienti rispetto alla crescita demografica, una “mente illuminata” dell’UE suggerì pubblicamente la necessità di limitare l’aumento della popolazione. Quasi come se una pandemia fosse una soluzione possibile.
Detto, fatto.
Quante persone sono morte per Covid? Quante per altre malattie classificate come Covid? Quante per errori, omissioni, interessi economici?
Gli ospedali hanno ricevuto fondi per ogni paziente Covid. Le case farmaceutiche hanno guadagnato miliardi con un siero sperimentale. La roulette russa del vaccino ha colpito vite, famiglie, destini.
Quante anomalie dobbiamo ancora vedere? Quanti morti dobbiamo ancora contare?
La voce degli “oppositori”
Fortunatamente, alcuni divulgatori – etichettati dagli ignoranti come “complottisti” – hanno cercato di aprire gli occhi alla popolazione. Hanno denunciato, hanno parlato, hanno mostrato ciò che i mass media hanno nascosto dietro flash, titoli e propaganda.
E come sempre accade nei regimi, le voci fuori dal coro vengono isolate, ridicolizzate, silenziate. Devono essere rese innocue, devono essere costrette a conformarsi al pensiero dominante, devono essere trasformate in bersagli.
Un incubo che sembra non finire
Mi sembra di vivere un incubo. Un incubo costruito, alimentato, programmato.
Che Dio ci aiuti.
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