Questa mattina a Capaci abbiamo assistito all’ennesima celebrazione ufficiale in memoria di Giovanni Falcone. Un momento che dovrebbe essere sacro, limpido, dedicato alla verità e alla giustizia. E invece, ancora una volta, è stato trasformato in un palcoscenico politico dove la retorica pesa più della coerenza.
Trovo profondamente ipocrita che il Presidente del Consiglio si presenti a rendere omaggio a Falcone mentre, allo stesso tempo, sostiene o tollera dinamiche politiche che vanno in direzione opposta ai valori per cui Falcone ha vissuto e per cui è stato ucciso: indipendenza della magistratura, lotta senza compromessi alla criminalità organizzata, difesa delle istituzioni da pressioni e interessi di parte.
Falcone non è un simbolo da esibire una volta l’anno. È un metodo, una visione, una responsabilità quotidiana. E chi oggi governa dovrebbe dimostrarlo con atti concreti, non con presenze protocollari e discorsi di circostanza.
La memoria non è una cerimonia: è coerenza.
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