Nel 2024 il Centro Studi Paolo Borsellino, si è fatto carico di pubblicizzare un libro scritto da un noto mafioso e ammazza cristiani che a dirla da molti ha scontato la sua pena e, come le istituzioni cercano di sottolineare si trova già fuori dal carcere con la sua famiglia in un luogo sicuro e ben retribuito in quanto nel corso delle indagini, si dice che abbia aiutato gli inquirenti e il magistrato fornendo informazioni chiave. Le solite cose all’italiana, si da una mano d’aiuto a chi può supportare le indagini con qualche parolina che puo’ accontentare, una sorta di caramellina succosa per pochi intimi; non importa se il diavolo in persona o chi nell’animo non intende del tutto pentirsi; l’importante è che si va avanti…nello spettacolino dei fessi. Allo stato attuale il noto esponente mafioso che dice di essersi pentito, ha scritto aiutato dal giornalista e da un prete, un memoriale, una sorta di giustificazione del suo operato. (cosa di più ignobile scritto da un ominicchio del suo calibro . Cosa ci puo’ essere di cosi’ indegno, di vedere come un ammazza cristiani si faccia gioco delle vittime confermandone la sua paternità e di altre vittime celate nell’oscuro disegno mostruoso della sua mente criminale? Come accade in questa Repubblica, il 41 bis è un metodo carcerario per pochi …gli altri un po forzatamente, forse perchè più furbi o perchè aiutati da alte menti eccellenti nei gironi istituzionali, anche un collaboratore di giustizia puo’ fare una vita nascosta e benestante, come se il frutto delle vittime passate sotto la sua criminalità fossero acqua sparsa nell’oceano. Cosa ha fatto questo “ammazzacristiani” ? Ha scritto un libro evidenziando il colloquio con Don Marcello Cozzi, vicepresidente di Libera e sembra proprio che tutto il passato criminale fosse stato perdonato, una sorta di benedizione mostratasi come in confessione e ordita solo per lui. Ma siamo matti?
E si racconta cosi….Sono stato ritualmente affiliato all’età di 19 anni…..(ect)……….. Giovanni Brusca è l’uomo che il 23 maggio 1992 premette il telecomando che fece saltare in aria il giudice Falcone, la moglie e gli uomini della scorta. ………..bla bla bla……..un dialogo con un sacerdote abituato a confrontarsi con tragedie e ingiustizie ……………….
Insomma è il solito libro cartaccia scritto, da un killer che sembra pentirsi, su accadimenti che non trovano il puro pentimento, bensi’ un temporaneo modus di circostanze inutili e indegne come la sua persona e la sua anima ormai complice degli inferi.
Come si puo’ pensare che un criminale del suo stampo, possa farsi perdonare in questo modo?
Non sarà un libro a redimersi, ci vorrebbe ben altro ….avrei voluto leggere magari qualche confessione in più. come per esempio il luogo dove sono nascosti i resti del giornalista Mauro De Mauro, oppure l’identità di coloro che erano presenti a Capaci il 23 maggio 1992 ect ect…. che hanno suggerito l’idea del corteo bloccato nell’autostrada Palermo Capaci; queste sarebbero state le motivazioni che abrebbero consentito la pubblicazione di un libro e non le solite idiozie condizionate a far chiudere un occhio alle azioni criminali ai danni di tanti uomini, donne e bambini trucidati dalla sua mano.
Ricordiamo chi è Brusca, il cane mostruoso che uccideva in modi inimmaginabili, anche sciogliere un bambino innocente, nell’acido e disperderne lungo il corso del fiume.
Questo non era da perdonare, ma da torturare.
Quindi noi cosa dovremmo fare ? Comprare il libro e con la misericordia di Dio, perdonarlo? MAI.
Mostruosità del genere non meritano il salvacondotto del perdono. Ma questo è un mio pensiero.
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